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Escursione a Rocca Novara 17/10/2004Presa la SS 185, sotto la guida esperta ed erudita del nostro socio Filippo, saliamo fino a giungere a Portella Pertusa prima e a Portella Mandrazzi subito dopo. Da Portella Mandrazzi iniziamo l'affascinante escursione su Rocca Novara che con i suoi 1340 metri è la seconda vetta dei monti Peloritani. Individuare la Rocca è facile sia per via della caratteristica forma triangolare sia per via della posizione.
Il sentiero, in costante salita, si sviluppa nella prima parte in mezzo a un fitto bosco di castagni e roverelle e procede poi fra nude rocce punteggiate qua e la da una rada vegetazione. Come ci spiega Filippo, indicando un gigantesco costone percorso da una profonda fenditura, la zona è caratterizzata sul piano geologico da un'alta erosività.
L'ascesa verso la Rocca è tutto sommato abbastanza agevole, anche se non tutti sono d'accordo ed anche se ad un certo punto il sentiero si fa più ripido e si inerpica tra rocce di calcare che sembrano quasi scolpite dalla mano dell'uomo. L'importante è dotarsi di cappellino e di scarpe da trekking adatte!
Una volta in cima anche se affannati, il cuore ci si è riempito di gioia per la bellezza dei magnifici panorami che si aprivano a perdita d'occhio: le isole Eolie, i Nebrodi, l'Etna, la valle dell'Alcantara. La Rocca di Novara è uno di quei luoghi che permettono di apprezzare il volto variegato e perché no contraddittorio della nostra splendida isola, fatto di boschi lussureggianti e di aridi deserti, di torrenti secchi e polverosi e di spumeggianti cascate. Ma anche di leggende. Ad esempio quella secondo cui la Rocca era abitata dai Ciclopi o come quella secondo cui sulla Rocca è custodita una "truvatura", un tesoro nascosto. Nel pomeriggio si punta a Novara un paese di poco più di duemila anime che ha tra gli elementi di maggior suggestione l'aura magica che la circonda. Perfino il noce che campeggia sullo stemma è oggetto di una leggenda che lo vuole punto di raduno per le streghe del circondario. "Novara fu abitata dai coloni lombardi che seguirono re Ruggero nella spedizione siciliana", ci spiega Filippo. La presenza dei coloni ebbe una grande influenza sugli usi e costumi locali e dall'incontro delle due culture ebbe origine il gallo-italico, quella parlata che ancora oggi è in uso specie nelle vicine frazioni.
Che Novara sia un paese speciale ci siamo accorti subito appena immessi sul corso principale dal quale si diparte un fitto reticolo di viuzze che con le chiese e le testimonianze dell'arte degli scalpellini è il tratto che contraddistingue e che ha reso famosa Novara in tutta la Sicilia.
Che sia un paese magico ... Beh! Facciamo giudicare voi con questa splendida foto presa al crepuscolo. |
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wwfjonicoetneo@yahoo.it
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La sede sarà
presenziata nei giorni di martedì e venerdì dalle ore 10.00 alle ore
11.00 |
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