Programma del 18/03/2001
Parco della Favorita e
Riserva di Monte Pellegrino
Il Monte Pellegrino e la Real Tenuta della Favorita che giace ai piedi del versante ovest, si annoverano a pieno titolo fra le bellezze Naturalistiche e Paesaggistiche della Sicilia. A tal uopo, con apposito Decreto dell'Assessore Regionale al Territorio, nel gennaio 1996 esse sono state unite territorialmente e giurisdizionalmente a formare la Riserva Naturale Orientata Regionale "Monte Pellegrino".
La Riserva, estesa circa 1020 ettari, comprende l'intero massiccio del Monte Pellegrino (zona A di Riserva) e la Real Tenuta della Favorita (zona B o di
pre-Riserva).
Geologicamente il Monte è omogeneo essendo costituito da rocce carbonatiche con prevalenza di calcari. Il Monte è soggetto a diffuso fenomeno di carsismo e conta ben 134 grotte di origine marina e/o carsica come le grotte Niscemi e dell'Addaura: quest'ultima è sede di eccezionali raffigurazioni antropogeniche incise sulla roccia (graffiti).
Da un punto di vista botanico la Riserva è una delle ultime zone dove si può ammirare la vegetazione delle rupi costiere nella sua intera complessità: qui trovano rifugio la Palma Nana; il Cavolo Rupestre; l'Erba Perla; i Settembrini; si trovano anche ottimi funghi come quello "di Ferla". Lungo i detriti di falda vi sono rigogliosi insediamenti di Macchia e Bosco Mediterraneo di Leccio e Frassino, come nel bosco di S. Pantaleo.
Da un punto di vista faunistico all'interno della Riserva risiedono comunità animali di notevole interesse; gli uccelli occupano una posizione predominante, soprattutto i Rapaci: come residenti troviamo, la Poiana, il Falco Pellegrino, il Gheppio, il Barbagianni, l'Assiolo e la Civetta, mentre tra i migratori abbiamo il Falco pecchiaiolo, mentre tra i passeriformi specie importanti sono il Passero solitario ed il Crociere. Come mammiferi troviamo la Volpe, la Donnola ed il Riccio mentre tra i rettitili si annoverano il Biacco e la Biscia dal Collare.
Notevole importanza ha il giardino storico della Real Tenuta della Favorita. Questo giardino viene creato a partire dal 1799 da Ferdinando III di Borbone il quale cercò di ricreare la sua reggia "Favorita" che si trovava alle porte di Napoli. Egli acquistò una Casa dal Barone della Scala e requisì circa 400 Ha. trasformandoli in un importante giardino di colture sia esotiche che officinali che tradizionali ancora oggi in parte rinvenibili, nonché creando dei percorsi di caccia. La ristrutturazione della pianta architettonica dell'intero Giardino e della Casina di Caccia, o Palazzina Cinese, viene affidata all'Architetto Venanzio Marvuglia. Egli edificò una serie di edifici di servizio utilizzando schemi sia neogotici come nel caso delle Scuderie Reali ed annessi Torriglioni, che di stile neoclassico come la Fontana di Ercole Farnese. Gli edifici non vanno mai considerati estranei al paesaggio in cui si inseriscono ma ne fanno parte integrante: ad esempio la Statua di Ercole viene edificata alla fine del viale omonimo per creare un impressionante effetto prospettico a chi passeggiava in esso; si noti che allora il viale veniva percorso principalmente in senso inverso rispetto all'attuale: si andava cioè dal boschetto di Diana (piazza Leoni) al viale Pomona. Diana, Dea della Caccia, unitamente a Pomona, Dea della Frutta, dà un chiaro quadro di ciò che intendessero realizzare il Re Ferdinando ed i suoi Architetti.