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R.N.O. Monti Sambughetti e Campanito
mercoledi
2 giugno 2010 R.N.O. Monti Sambughetti e Campanito
Sui monti più alti della provincia di Enna, fra i comuni di Cerami e Nicosia, si estende la R. N.O. dei Monti Sambughetti e Campanito. Contiene al suo interno ambienti naturali molto diversi fra di loro: pascoli montani, piccole zone umide densamente popolate di fauna e flora specializzate e, oltre alla faggeta, la querceta del bosco della Giumenta, e la sughereta di monte Coniglio. Le diverse zone umide si originano dalle acque che scendendo giù dalle cime anche attraverso le quarzareniti permeabili, ristagnano in pozze, prati inondati, piccolissime paludi di montagna, e laghetti, il più alto a oltre 1350 metri di altezza sul livello del mare. Molto spesso in inverno questi luoghi si ricoprono di neve anche per mesi interi, soprattutto sul versante Nord, e il paesaggio assume un aspetto nordico con i suoi laghi ghiacciati, gli alberi adornati dalla neve e un silenzio che si interrompe soltanto in primavera per il gocciolio dei ghiacci che si sciolgono durante il disgelo per andare ad alimentare i laghetti montani o scendere a valle. In estate invece, il paesaggio si arricchisce di mille colori e profumi e l'intera zona ai piedi del Campanito è rinverdita dalle verdi chiome dei pioppi che circondano i laghi, dalle macchie dei faggi misti agli agrifogli e dalle ricchissime distese erbose. La superficie dei laghi invece, si ricopre di lenticchie d'acqua, dei bianchi fiori del ranuncolo acquatico e delle larghe foglie del potamogeton. La fauna che popola questi luoghi è quella tipica dei boschi siciliani con la volpe, il gatto selvatico, la martora, la donnola, l’istrice, la lepre e il coniglio, ma anche uccelli acquatici anche rari come il porciglione, rapaci diurni e notturni. Nei pressi dei laghetti troviamo la fauna d’ambiente umido: rettili (biscia dal collare, vipera dell'Hugyi, testuggine palustre, colubridi ed elafidi), il rospo comune verrucoso, il discoglosso, e una miriade di invertebrati sia acquatici che terricoli o alati. Alcune zone della riserva sono antropizzate e la convivenza fra uomo e ambiente si realizza in maniera armoniosa. Tra gli alberi, in un roccione scavato a mano si può ammirare la 'Grutta de' nivarula', la grotta dei nevaioli, una spartana ma calda abitazione per gli uomini temprati al freddo e alla fatica che salivano in montagna per effettuare la faticosissima raccolta della neve, proprio quando tutti gli altri, animali compresi, scendevano a valle.
Pranzo al sacco - Livello difficoltà: medio
Attrezzatura
consigliata: scarpe da trekking; abbigliamento consono alla stagione;
berretto; macchina fotografica; binocolo; k-way
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Link
wwfjonicoetneo@yahoo.it
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Prossima escursione:
domenica 5 settembre 2010 |
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La sede sarà
presenziata nei giorni di martedì e venerdì dalle ore 10.00 alle ore
11.00 |
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