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LA VIA DELLA PECE Un itinerario attraverso i giacimenti e le miniere d’asfalto del Ragusano, in compagnia della guida CIRS Iolanda Galletti. Domenica 11 aprile 2010
“L’asfalto è una pietra bagnata di petrolio. La roccia asfaltica è infatti un calcare tenero impregnato - secondo percentuali diverse - di bitume. Il bitume è sostanzialmente un idrocarburo, cioè petrolio. Tutto questo a Ragusa si chiama da sempre pietra pece.” Queste sono le definizioni che si trovano riportate da tutti gli specialisti. E poi ci sono gli storici che raccontano come le prime testimonianze della lavorazione dell’asfalto risalgono a epoca pre-ellenica, infatti si sono ritrovati alcuni sarcofagi e manufatti risalenti a tutte le epoche antiche. Anche le opere d’arte sono notevoli e interessanti, come la fonte battesimale conservata nella chiesa di S. Tommaso ad Ibla datata 1545, nonchè ai capitelli delle due cattedrali, di S. Giorgio e di S. Giovanni, senza dimenticare il bellissimo scalone della chiesa dell’Immacolata ad Ibla. Anche oggi la pietra pece viene lavorata più o meno artisticamente e la resa è alquanto suggestiva. Il nostro itinerario dell’11 aprile (pensato con manifesta curiosità storica e partecipazione umana: quante analogie con la storia dello zolfo e dei”carusi” nelle zolfatare) prevede di avvicinarsi ai giacimenti d’asfalto di Castelluccio e alle miniere di Streppenosa: l’origine dei giacimenti è dovuta ad imbibizione - cioè l’assorbimento di un liquido da parte di un corpo senza il verificarsi di reazione chimica - da parte dei depositi petroliferi esistenti nel sottosuolo ed emigrati dalle profondità lungo le superfici di minor resistenza dei sistemi di discontinuità e delle fratture profonde dell’intero ammasso roccioso. L’area che prende il nome di Castelluccio era stata da tempo oggetto d’attenzione da parte di studiosi e i giacimenti erano noti già nel 1860 ma soltanto agli inizi del XX secolo si giunse allo sfruttamento dei giacimenti. Già alla fine del XIX secolo tutti i terreni contenenti i giacimenti erano stati acquistati o affittati alle compagnie straniere che esportarono la roccia asfaltica nell’Europa più industrializzata. La prima grande strada pavimentata con asfalto ragusano fu la Rue Bergère a Parigi, seguita da alcune strade di Londra e Amsterdam. La zona comprende le miniere a cielo aperto di Castelluccio, in cui il livello di mineralizzazione è superficiale, e la miniera in sotterraneo di Streppenosa. Per decenni stuoli di "piciaruoli" lavorarono dall'alba al tramonto per estrarre la pietra pece. La loro fatica è stata eternata dal maggiore tra i poeti ragusani, Vann'Antò : "O scuru vaiu, o scuru viegnu, o scuru fazzu u santu viagghiu", scriveva il poeta che tra i suoi familiari aveva tanti "picialuri". Quando il Duce venne in visita a Ragusa, sia nel 1924 che soprattutto nel 1937, la A.B.Co.D. era una florida azienda che lavorava la pietra anche per bitumare le strade e far correre i mezzi militari che si preparavano alla guerra. Si racconta che il capo del governo fascista chiese la potenzialità del giacimento e i tecnici ragusani, mentendo sapendo di mentire, risposero che tutta la roccia bianca che il Duce poteva osservare era asfalto. Nulla di più falso. Il giacimento era e rimase in quei trecento ettari scarsi tutto attorno a contrada Tabuna. Il resto era "timpa", dura e senza niente dentro. Ma intanto era arrivato il 26 dicembre 1926 e il capoluogo della nuova provincia era stato stabilito: Ragusa. Quando nel 1968 arrivarono i manager dell'ENI garantirono gli stessi livelli occupazionali e gli stessi investimenti, ma solo per circa un decennio, scegliendo poi di non lavorare più la pietra pece. Si chiudeva un'epoca. Successivamente subentrò la decadenza degli stabilimenti e delle lavorazioni. Dell'asfalto e della pietra pece si occupano ormai solo la ditta Ancione e qualche artigiano stimolato da illuminati architetti che non solo nei lavori di restauro, ma anche nel nuovo, utilizzano la pietra pece. Per ragioni di spazio non si può dire altro, ma sarà un piacere poter ascoltare la nostra guida così partecipe e competente, e scoprire un capitolo lontano dal nostro sentire etneo. PROGRAMMA: ore 7:00 raduno in Piazza Carmine a Giarre - ore 7:15 partenza; - ore 9:30 arrivo a Ragusa; ore 9:45 – 12:45 visita dei giacimenti d’asfalto di Castelluccio e delle miniere di Streppenosa; ore 13:00 - Pranzo al Sacco - ore 15:00/17:00 prosecuzione visita di altri siti e miniere a cielo aperto viciniori. - ore 20.00 circa arrivo a Giarre Livello di difficoltà dell’escursione: medio facile Pranzo al sacco Escursione in automobile e con mezzi propri Per prenotazioni, contributo alle spese e informazioni sull’escursione telefonare a: Egidio Mangano Tel. 348 1010699 - Termine ultimo giovedì 8 aprile 2010. Attrezzatura consigliata: scarpe da trekking – abbigliamento consono alla stagione - k-way - berretto - macchina fotografica – binocolo – torcia elettrica.
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Link
wwfjonicoetneo@yahoo.it
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Prossima escursione:
domenica 5 settembre 2010 |
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La sede sarà
presenziata nei giorni di martedì e venerdì dalle ore 10.00 alle ore
11.00 |
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