![]() |
||
|
Museo
Archeologico
“Paolo Orsi”
e visita di Megara Hyblaea con sosta a Thapsos Domenica 3 ottobre 2010 (Escursione in automobile)
Megara Hyblaea è il nome di un'antica colonia greca in Sicilia, situata nei pressi di Augusta. Il suo nome deriva da Hyblone re siculo della vicina Pantalica. Megara fu fondata nel 728 a.C. da colonizzatori megaresi, i quali in precedenza si erano insediati nei pressi di Trotilon (l'attuale Brucoli), a Leontini ed a Thapsos. Storia della città : Non è mai sembrata essere una città di rilevante importanza e non ha mai tratto alcun vantaggio dalla sua posizione. Venne distrutta da Gelone nel 481 a.C. circa e sembra che le sue mura furono rase al suolo. Nella spedizione ateniese contro Siracusa (415-413 a.C.), Lamaco propose (essendo allora deserta) di renderla una base operativa in forza all'esercito ateniese; ma la sua proposta non venne tenuta in considerazione finché i siracusani stessi non la fortificarono. Nel 309 a.C. venne ancora fortificata. Nel corso della seconda guerra punica venne distrutta dalle truppe del console Marco Claudio Marcello che andava ad assediare Siracusa. La città non venne mai più ricostruita ed in epoche successive soltanto isolate fattorie si insediarono sul suo territorio. All'epoca della fondazione di Leontinoi e Catania un contingente di coloni megaresi guidati da Lamis, dopo una breve sosta a Trotilon presso il fiume Pantakyas, si sarebbe unito ai Calcidesi di Leontinoi; scacciati da questi, e perduto il loro capo a Thapsos, avrebbero fondato, per concessione d’Iblone, re siculo di Ibla, una propria città, cui fu dato il nome della madrepatria Megara, e l’appellativo di Iblea per ricordare il dono della terra fatto dal re. In linea di massima, malgrado il disaccordo fra Tucidide e Diodoro sulla data di fondazione della sottocolonia di Megara (Selinunte), le tradizione antiche sono concorde nel collegare la fondazione di Megara con la colonizzazione calcidese e nel porla alla stessa epoca di Siracusa. I dati cronologici, soprattutto dopo le recenti esplorazioni di Ortigia, non contrastano con ciò. Per le successive fasi storiche della città la documentazione è abbastanza scarsa. La città si andò poi ripopolando, soprattutto nella fase timoleonica (dal 340 a.C.), e nel 309 a.C. riappare nelle vicende della guerra fra Siracusa e Cartagine (secondo Diodoro Siculo; nel trattato romano-siracusano del 263 a.C. Megara, con altre cinque città, veniva assegnata a Ierone II di Siracusa (Diodoro). Giocò poi un ruolo importante negli avvenimenti della seconda guerra punica tra 214 e 213 a.C., prima come punto d’appoggio romano nel fallito tentativo contro la città sicula di Erbesso, poi di nuovo come fortezza siracusana (Livio). Il console Marcello per tale motivo l’assediò, conquistò e distrusse (secondo i resoconti di Livio e Plutarco). Della città deserta si hanno testimonianze per tutta l’epoca romana (nei resoconti di Strabone, Cicerone e Plinio il Vecchio). Urbanistica : L’impresa più notevole è quella della cinta muraria urbana, realizzata sullo scorcio del VI secolo: trattasi di una cinta di oltre 3 km di lunghezza e spesso fino a 5,20 m munita di cinque torri circolari (fra le più antiche di tutto il mondo greco) e preceduta da un fossato difensivo profondo m 1,75. Assai poco conosciuta è, invece, l’architettura privata coeva, andata completamente distrutta nella rioccupazione ellenistica del sito. Di grandissima importanza sono le necropoli arcaiche, scavate a più riprese tra il secolo scorso e i giorni nostri. Virtualmente ignote sono le necropoli più antiche, tranne il recente ritrovamento di una decina di sepolture; la documentazione inizia con la metà del VII secolo in tutte e tre le necropoli, che continuarono poi fino alla distruzione geloniana: la prima è a nord-ovest, largamente distrutta dalla raffineria RASIOM (donde provengono la celebre ‘kourotophos’ e un gruppo equestre in calcare locale, ora al museo di Siracusa); la seconda è ad ovest, scavata da Paolo Orsi; e la terza è a sud, presso l’attuale cementificio, che ha restituito il noto ‘kouros’del medico Sombrotidas (a Siracusa): qui, dal 1970 in poi, sono stati concentrati gli sforzi delle ricerche. Thapsos è il nome di uno dei più importanti siti protostorici siciliani. È il centro eponimo per la cosiddetta Cultura di Thapsos che in Sicilia orientale identifica la media età del bronzo. Il sito è localizzato sulla penisola di Magnisi, nel comune di Priolo Gargallo, in provincia di Siracusa. La cronologia non è ancora certa ma sembra andare dalla prima età del bronzo fino all'VIII secolo a.C., in coincidenza con la colonizzazione greca della Sicilia orientale. È stata individuata una necropoli suddivisa in tre settori, due dei quali con tombe a grotticella artificiale con camere sepolcrali a pianta circolare scavate nella roccia. Si possono trovare anche delle sepolture a camera caratterizzate da vaste dimensioni, alzato a forma di tholos con cella circolare e vestibolo servito da dromos o sepolture a pozzetto con nicchie più o meno riquadrate e basse panchine perimetrali dove il terreno risulta pianeggiante. Nella zona centrale della penisola è stata trovata una necropoli coeva con sepolture ad enchytrismòs dove gli inumati venivano posizionati senza corredo in recipienti ovoidali cordonati (pithoi) e sistemati in concavità naturali della roccia.Per quanto riguarda l'abitato, sono state individuate le fondazioni delle capanne di due fasi storiche. Quella più antica con grandi capanne circolari e quella più moderna con edifici rettangolari divisi in due settori con cortili acciottolati. L'abitato più recente presenta una chiara disposizione urbanistica di tipo greco-miceneo. Sono stati trovati anche i resti di fortificazioni con torri semicircolari.Il sito archeologico, è particolarmente importante per i ritrovamenti di origine micenea che dimostrano i rapporti commerciali tra l'Egeo e la Sicilia fin dall'epoca antica. Thapsos sembra essere stato un vero e proprio emporio per i commerci nel Mediterraneo, come dimostra anche il ritrovamento di ceramica cipriota, micenea e maltese. Numerosi esempi di ceramica micenea sono esposti al Museo Archeologico Regionale "Paolo Orsi" di Siracusa. Di particolare interesse la Torre di Magnisi struttura circolare solitaria edificata tra la fine del 1500 e il 1600. Il programma della giornata prevede una leggera variante su quanto era inizialmente previsto in quanto l’area archeologica recintata della penisola di Thapsos nel giorno di domenica resta chiusa. Quindi in mattinata visiteremo il Museo Archelogico “ Paolo Orsi” di Siracusa con particolare attenzione al settore B relativo all’area di Megara Iblea, il cui sito visiteremo nel pomeriggio, dopo una breve sosta a Thapsos nell’area aperta al pubblico perché non recintata. Programma: ore 7:30 – raduno in Piazza Carmine a Giarre; ore 7:45 – partenza; ore 9:30-13:00 – visita Museo Archeologico “Paolo Orsi” a Siracusa; ore 13:00 circa , pranzo al sacco; ore 14:00-17:30 – sosta alla penisola di Thapsos e a circa 5 Km di distanza visita dell’area di Megara Iblea; ore 18:00 partenza per Giarre; ore 19.30 arrivo previsto a Giarre. Pranzo al sacco Livello di difficoltà dell’escursione : facile Per la prenotazione, contributo alle spese e costo biglietti ingressi, telefonare entro e non oltre giovedì 30 settembre 2010 a: Egidio Mangano – cell. 348. 1010699 - oppure collegarsi al sito: www.wwfjonicoetneo.org
|
Link
wwfjonicoetneo@yahoo.it
|
|
|
Prossime escursioni: |
||
|
La sede sarà
presenziata nei giorni di martedì e venerdì dalle ore 10.00 alle ore
11.00 |
||