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R.N.O. “Pantalica – Valle dell’Anapo e Torrente cava Grande”

Domenica  10 maggio 2009 - Escursione in automobile

          Riferendosi a Pantalica, lo storico siciliano T. Fazello  la chiama con il suo nome d’origine greca, che significa “grotte, spelonche, cavita”; mai termine fu più appropriato, il sito contiene  5 necropoli, tre chiese rupestri, alcune grotte carsiche e varie abitazioni troglodite che testimoniano la presenza dell’uomo, in quei luoghi, a partire dal XIII sec. a. C.  Una penisola all’interno della Cava e delimitata da tre fiumi (Anapo, Calcinara e Sperone) e legata all’altopiano attraverso la Sella di Filiporto, Pantalica era una fortezza naturale militarmente inespugnabile nella quale tribù di Siculi vissero per oltre 5 secoli costruendo i loro villaggi e sviluppando la loro civiltà. Distrutta da Siracusa fra i sec: VIII e VII a.C., come conseguenza della sua politica espansionistica verso l’entroterra siciliano,  la città precipitò nell’abbandono per diversi secoli. Poco rimane a Pantalica dell’età classica, eccetto quell’Acquedotto Galermi, voluto da Gelone II e costruito dai schiavi cartaginesi, e che ancora oggi a distanza di oltre 2000 anni continua a portare l’acqua a Siracusa. Una nuova vitalità l’area archeologica la visse a partire dal VI sec. d.C. quando i Bizantini, nuovi dominatori della Sicilia, in seguito alle continue scorrerie arabe lungo le coste, si ritirano all’interno delle cave iblee, a Pantalica costruirono, modeste capanne, ampliarono grotte rendendole dei veri villaggi rupestri, costruirono i tre oratori presenti nell’area. Dal 1477 il territorio di Pantalica diventa feudo e in seguito baronia che viene recintata e in parte coltivata, vi furono impiantati alcuni mulini per la macina del grano e tre mulini per la produzione della polvere da sparo. Fra il 1912 e il 1923 nella valle dell’Anapo fu costruita la linea ferroviaria, “Siracusa-Ragusa-Vizzini, a scartamento ridotto chiusa poi nel 1956. La Valle dell’Anapo diventa Riserva naturale con il Decreto dell’assessore regionale all’ambiente del 25 luglio 1997. La riserva è stata istituita al fine di tutelare il platano orientale, le biocenosi igrofile e una trota presente nelle acque del torrente Cava Grande.

PROGRAMMA: ore 7:00 raduno in Piazza Carmine a Giarre ore 7:15 partenza; ore 9:00 arrivo alla Riserva  ingresso Fusco; ore 9:15-18:00 visita della Riserva, dell’Area archeologica e  pranzo al sacco; ore 18:30 - partenza per Giarre arrivo previsto ore 20.00.  ATTREZZATURA CONSIGLIATA: scarpe trekking -  abbigliamento consono alla stagione -      k-way -   berretto -  macchina fotografica -  binocolo. ESCURSIONE DI MEDIA DIFFICOLTA’ – PRANZO AL SACCO.  Per prenotazioni, contributo alle spese informazioni sull’escursione  telefonare agli accompagnatori: Egidio Mangano 348 1010699 - Salvo Quattrocchi 335 7671970  
 

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Responsabile del sito:
Salvo Quattrocchi

 

 

 

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