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da “La Sicilia” del 21 aprile 2009

 

MICHELE NANIA NOSTRO INVIATO

SIRACUSA. I ministri e le rispettive delegazioni di qua, il resto della città di là. Diciamo meglio. Ragioni di sicurezza terranno chi discute del futuro del pianeta ben separati dal resto del mondo: è piuttosto strano anzi sorprendente se si considera che in fondo l’argomento dovrebbe stare a cuore a tutti. Ma la ragion di Stato ha le sue regole, figuriamoci se gli Stati rappresentati sono 19, e se i poco illustri precedenti fanno temere scintille. Non è bello chiamarlo «vertice blindato» ma le precauzioni ci sono, impossibile negarlo, e non sono neppure decise dall’Italia ma da molto più in alto. Perciò atteniamoci alle regole e che la Prestigiacomo ce la mandi buona. Certo è che al di là dello steccato, tra le varie organizzazioni che si preparano a dar voce a chi non ha voce in capitolo, non circola aria di guerriglia né di rivoluzioni. E se parli con il responsabile provinciale di Legambiente, che è tra l’altro un giovane avvocato ed è uno dei principali animatori del forum ambientale G-Tutti (che riunisce 24 sigle da Emergency al Centro studi Davide contro Golia), capisci subito che non vuole fare guerra ma far capire qualcosa in più. A partire dal nome, Paolo Tuttoilmondo, talmente bello e appropriato e, come dire, ecumenico da non Iasciar dubbi sulle intenzioni.

 

Siete contro il G8?
«Siamo del parere che bisogna incalzare e insistere su certi temi perché l’Italia si trova su una posizione sbagliata».

 

Si riferisce al famoso «pacchetto 20-20-20»? (si tratta del piano, più volte annunciato dal ministro Prestigiacomo, che prevede di abbassare le emissioni di Co2 del 20%, a portare l’energia prodotta da fonti rinnovabili al 20%, a risparmiare

i consumi del 20 %, entro il 2020)

«E’ un progetto irrealizzabile e costoso. In ogni caso l’Italia ha finora marciato in direzione opposta, aumentando le emissioni anziché diminuirle. Ora il governo propone un modello diverso, basato sul ritorno al nucleare che punta su una tecnologia pericolosissima e tutt’altro che economica, che rischia di bloccare sul nascere nel nostro Paese lo sviluppo della rivoluzione tecnologica, ma anche economica e sociale, innescata dallo sviluppo delle fonti rinnovabili ».
 

E dunque?

«Dunque puntiamo su questi temi, puntiamo sul rispetto della biodiversità. Che è ugualmente importante in Amazzonia come a Pantalica, in Africa come in Sicilia. E smettiamola con la deregulation e le prese in giro, con le concessioni di campi da golf e rigassificatori e termovalorizzatori...»

 

Scusi se la interrompo: che c’entrano i campi da golf? In fondo sono prati, no?

«Per mantenere un campo da golf sono necessarie ingentissime quantità d’acqua... »

 

Ma guardi che in Sicilia l’acqua c’è, e anche tanta...

«Lo so bene, ma ne va sprecata una quantità immensa. La gestione è del tutto sbagliata, se no certe città come Agrigento non sarebbero senz’acqua un giorno sì e anche pure. Per tornare ai campi da golf, tipo quello di Sciacca, in fondo sono cavalli di troia per la realizzazione di altre opere fortemente invasive».

 

La magistratura cui vi siete rivolti però non la pensa così. Ha bocciato tutti i ricorsi e mi pare che a Sciacca stiano per aprire al pubblico...

«I ricorsi non sono finiti. Speriamo bene ».

 

La verità sul clima è «la scomoda verità » di Al Gore?

«E’ la verità appurata dagli scienziati che lavorano al gruppo intergovernativo incaricato di tenere sotto sorveglianza la salute del pianeta».

 

Guardi che però ci sono fior di scienziati che sostengono il contrario.

«Sono una minoranza. Mettiamola così. Stai male, ti fai controllare: venti medici dicono che ti devi operare, uno no. Che fai?»

 

Mi faccio venire il dubbio. Lei non ha risposto alla prima domanda: siete contro il G8?

«Noi non contestiamo l’istituzione G8 in quanto tale, sosteniamo la necessità di dialogare. Non vogliamo essere spettatori passivi ma vogliamo decidere del nostro futuro. Noi contestiamo i grandi inquinatori, chi non rispetta gli impegni e chi, soprattutto, non rispetta l’ambiente».

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