SUMMIT SUL CLIMA
WWF: “ACCORDO DI COPENAGHEN: UN TESTO MEZZO CRUDO
DI CONTENUTI POCO CHIARI”
I
negoziati sul clima di Copenaghen sono
stati a un passo dal fallimento totale e
comunque hanno rappresentato una
notevole delusione rispetto alle
aspettative. Dopo aver seguito i lavori
ininterrottamente per tutta la notte e
per gran parte della giornata odierna,
il WWF osserva che la capacità dei Paesi
di abbandonare gli egoismi e agire
insieme è di gran lunga troppo debole
per affrontare i pericoli del
cambiamento climatico e questo espone il
Pianeta a rischi immensi: bisogna
reagire. Lo ha dichiarato oggi il
WWF. “Copenaghen è stato sull’orlo del
fallimento a causa di una sfavorevole
combinazione tra scarsa leadership,
interessi
nazionali e di potentissime lobby e
basso livello di ambizione – ha detto
Mariagrazia Midulla, responsabile Clima
ed Energia del WWF Italia, che ha
seguito i negoziati a Copenaghen –
Impegni a parole, ma solo parzialmente
sentiti, per proteggere il nostro
Pianeta da un pericolosissimo
cambiamento climatico, non sono
sufficienti per affrontare una crisi che
richiede modi completamente nuovi di
collaborazione tra Paesi ricchi e Paesi
poveri.” I politici
in tutto il mondo – in teoria –
sembrano essere d’accordo che il
riscaldamento globale deve rimanere al
di sotto dei 2°C, limite
cruciale per evitare gli impatti più
disastrosi del cambiamento climatico. Ma
in pratica gli impegni che i politici
hanno messo sul tavolo portano a un
aumento delle temperature di 3° C se non
di più, secondo le stime del WWF. “Nella
distanza che c’è tra la retorica e la
realtà dell’azione contro il cambiamento
climatico,
si trovano milioni di vite, centinaia di
miliardi di dollari e un gran numero di
opportunità perse – ha aggiunto
Mariagrazia Midulla del WWF
Italia. L’attenzione ora si sposterà
sulle prossime fasi dei negoziati, che
devono rilanciare la realizzazione dell’
accordo, ma anche, su un versante
positivo, sulla moltitudine di
iniziative messe in campo da Paesi,
città, imprese e comunità che stanno
iniziando dalla base a costruire
economie a basso contenuto di carbonio. Il
WWF ha analizzato l’esito della
Conferenza rispetto a una “pagella” di
10 elementi, riscontrando che non è
stato raggiunto nessuno degli obiettivi
necessari per realizzare l’intenzione
politica di mantenere il riscaldamento
medio globale sotto il limite cruciale
di 2°C, ormai ampiamente condiviso,
sebbene qualcuno di essi sia stato in
parte soddisfatto. Il testo dell’Accordo
di Copenaghen è ben lontano dal
diventare una cornice legalmente
vincolante per un’azione decisiva contro
il cambiamento climatico. “Serviva
subito il migliore accordo, dovremo
lavorarci ancora – ha detto
Mariagrazia Midulla del WWF Italia –
Dopo due anni di negoziati abbiamo in
mano un testo mezzo crudo, dai contenuti
poco chiari, e un nuovo mandato. Nessuno
degli ostacoli politici all’azione per
il clima è stato risolto, con l’
eccezione dell’avvio degli aiuti
finanziari.” La
mancanza di chiarezza è ben illustrata
dalla richiesta che il picco delle
emissioni globali avvenga “il più presto
possibile”,
in contrasto con l’appello dell’IPCC
perché il picco massimo si registri nel
2017. Gli
impegni di riduzione delle emissioni
restano molto inferiori rispetto a
quanto servirebbe, tanto che anche
un’analisi del segretariato della
Convenzione Quadro per i Cambiamenti
Climatici (UNFCCC) mostra una ricaduta
che porterebbe a un aumento di almeno
3°C. “Siamo delusi, ma la storia
continua – ha detto Mariagrazia
Midulla, responsabile Clima ed Energia
del WWF Italia – La società civile è
stata quasi completamente esclusa dalle
ultime fasi dei negoziati e questa
assenza si è fatta sentire durante i
giorni conclusivi del vertice. Possiamo
comunque garantire al mondo che il WWF e
altre organizzazioni della società
civile continueranno a impegnarsi in
ogni fase dei prossimi negoziati, perché
combattere i cambiamenti del clima non
è una scelta, è un obbligo”
Copenaghen, 19 dicembre 2009








